Sanihelp.it – I condrociti nasali sono cellule cartilaginee molto efficienti nella rigenerazione della cartilagine articolare e per questa ragione sono oggetto di uno studio promosso dall'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano in partnership con strutture ospedaliero-universitarie di Basilea, Friburgo e Zagabria.
I condrociti presenti nei tessuti cartilaginei articolari hanno il compito di proteggere le ossa dall’usura ma, con il passare del tempo, eventuali traumi e il sovrautilizzo delle articolazioni possono portare la cartilagine ad assottigliarsi fino a scomparire, favorendo la comparsa dell’artrosi.
I condrociti nasali sono in grado di duplicarsi in vitro e possono adattarsi all’ambiente articolare del ginocchio, assumendo caratteristiche simili a quelle dei condrociti normalmente presenti in questa articolazione. Inoltre le cellule del naso, a differenza di quelle articolari, non perdono questo potenziale con l’invecchiamento e possono quindi essere utilizzati anche in soggetti meno giovani.
Da diversi anni si studiano sorgenti cellulari alternative per la rigenerazione della cartilagine articolare. Interessanti risultati si sono ottenuti anche con i condrociti prelevati dal padiglione auricolare o dalle coste, ma quelli nasali si sono dimostrati promettenti anche per le limitate alterazioni estetiche derivanti dal loro prelievo.
È stato portato a termine uno studio per verificare la sicurezza di questa sperimentazione, che è stato pubblicato da The Lancet. Ora gli specialisti si preparando ad affrontare la seconda fase della ricerca, che prevede l'arruolamento di altri malati che verranno seguiti per due anni, valutati clinicamente e con imaging.
I condrociti nasali, prelevati dal setto nasale del malato tramite una biopsia, vengono sottoposti a coltura in laboratorio per due settimane, venendo poi applicati a una speciale membrana di collagene che viene tagliata a misura della lesione, posizionata sulla cartilagine all’interno del ginocchio e fissata con piccoli punti di sutura. L’utilizzo di cellule autologhe ha il grande vantaggio di scongiurare il rigetto dell’impianto.
L’intervento è mininvasivo, consiste in una piccola incisione a livello del ginocchio, sufficiente a esporre la lesione e a posizionare la membrana con le cellule autologhe. Le lesioni del ginocchio potenzialmente trattabili con questa nuova metodica, a esclusione di quelle che interessano la rotula, sono conseguenza di traumi di varia natura o di sovraccarico funzionale, e hanno un’estensione tra i 2 e gli 8 cm quadrati. È possibile trattare contemporaneamente anche più lesioni, che non superino gli 8 cm quadrati complessivi.
Le tecniche di medicina rigenerativa impiegate fino a oggi non garantiscono il successo della riparazione della lesione al 100%, spesso offrono sollievo per un certo periodo di tempo, ma poi i sintomi possono ripresentarsi e necessitare di un nuovo intervento. Questa nuova metodica, invece, se confermata potrebbe portare alla guarigione completa e definitiva.