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Mindfulness: 6 dritte per portarla in tavola

Sanihelp.it – È uno degli argomenti del momento: l’interesse per la mindfulness non si ferma cresce sempre di più. Secondo un’analisi dell’Osservatorio Assolatte questa tecnica per acquisire consapevolezza di sé genera un forte interesse sul web e sollecita la curiosità di un crescente numero di persone in tutto il mondo: solo negli Stati Uniti viene praticata da quasi il 10% della popolazione ed è in crescita soprattutto negli ambienti di lavoro, come ha rivelato un’indagine condotta dal National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion.


La notorietà della mindfulness è trainata anche dalla popolarità di questa pratica tra i divi di Hollywood, i vip e gli sportivi, come Gwyneth Paltrow, Madonna, Arianna Huffington e Novak Djokovic, che la usano per affrontare e superare le situazioni di stress.

Dalle elaborazioni dell’Osservatorio Assolatte è emerso che oggi ci sono quasi 56 milioni di siti che parlano di mindfulness (ci cui oltre 58mila solo in Italia) mentre la query online sull’argomento tramite Google risulta in crescita ininterrotta da 5 anni a questa parte. In Italia gli indicatori di ricerca sul web crescono del 120% l’anno dal 2012 a oggi.

Questa tecnica può cambiare anche il rapporto con il cibo, riappropriandosi del piacere del mangiare. Ma anche portando a scoprire (o riscoprire) gli alimenti che nutrono anche la mente e aiutano a sentirsi più sereni e rilassati. 

Una metanalisi pubblicata sulla rivista Obesity Reviews ha rilevato che  in 86 persone su 100 la mindfulness ha migliorato sia il peso che lo stile alimentare, mentre una review uscita su Psychosomatic Medicine ha evidenziato un dimagrimento a breve termine nelle persone che avevano iniziato a mangiare in modo consapevole. Ecco allora le 6 dritte pratiche proposte da Assolatte per portare la mindfulness anche in tavola e sfruttarne i benefici olistici:

Assaporare il cibo con i sensi: curare la presentazione di quello che ci si appresta a mangiare, osservare quel che c’è nel piatto prima di consumarlo, concentrarsi sui profumi, prefigurandone il piacere. Mangiare seduti, dimenticandosi di cellulari, tablet, televisione. Masticare piano, cercando di cogliere tutte le sfumature di gusto, che vanno dalla consistenza al sapore del cibo, e alternare i bocconi a una respirazione profonda e tranquilla. 

Riflettere sulla scelta del menu: se a guidare la decisione di cosa mangiare sono lo stomaco, gli occhi o la gola, diventa difficile nutrirsi in modo sano, seguire una dieta dimagrante o essere in pace con il cibo. E i sensi di colpa sono sempre dietro l’angolo. 


Scegliere gli alimenti che placano l’inquietudine mentale: ananas e banana, uova e cioccolato fondente, pesce azzurro (come le acciughe) e noci brasiliane, sono considerati cibi che nutrono la mente e predispongono alla tranquillità e alla calma. Ma anche i prodotti lattiero-caseari apportano il triptofano, indispensabile per la produzione cerebrale di serotonina, il neurotrasmettitore che regola l’umore, il desiderio di cibo, il senso di sazietà, il sonno e il relax. 

Ascoltare il proprio corpo, a partire dallo stomaco. Se non si ha più fame non farsi prendere dall’ansia di terminare tutto per non lasciare avanzi. Chiedere una doggy bag e portare a casa quel che non si riesce a finire. 

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