Sanihelp.it – L'angina pectoris è una malattia che si identifica in buona parte con il proprio sintomo principale: il termine, che deriva dal latino, significa infatti ‘dolore al torace’ (che si manifesta abitualmente in modo improvviso, acuto e transitorio). Contro l’angina pectoris esistono già terapie, tuttavia spesso non si tiene del tutto conto di cause, sintomi e altre patologie del paziente. Risulta dunque di rilevante importanza il nuovo approccio proposto da un team internazionale di cardiologi (coordinati da Roberto Ferrari – direttore del Reparto di Cardiologia all’Università di Ferrara – e da Giuseppe Rosano – cardiologo al St. Georges's Hospital University di Londra), recentemente pubblicato su Nature Reviews Cardiology: quello che gli autori stessi hanno definito ‘approccio a diamante’.
Secondo i ricercatori, a tutt’oggi le comuni raccomandazioni a livello internazionale per prevenire l’angina non tengono conto, in maniera completa, delle possibili cause e dell’eventuale presenza di altre patologie nel paziente. Partendo da ciò, gli approcci classici tendono a dividere i farmaci in due grandi categorie: quelli di prima scelta – fra cui betabloccanti, bloccanti dei canali del calcio e nitrati – e quelli di seconda scelta – quali ivabradina, ranolazina, trimetadizina; ai quali si ricorrere, eventualmente, soltanto in un secondo tempo. Gli scienziati che hanno proposto il nuovo approccio ritengono invece che, in base alle evidenze raccolte negli ultimi anni, i ‘secondi’ farmaci non dovrebbero essere considerati alternativi, dato che servono spesso per ridurre il dolore, mentre quelli di prima scelta agiscono in gran parte nel migliorare la prognosi.
La strategia più efficace, secondo l’approccio a diamante, consiste nell'associare molecole ad azione diversa e non attuare scelte esclusive: in tal modo, idealmente, si ottiene una sorta di disegno geometrico, a forma appunto di diamante, ai cui vertici vengono disposte tutte le possibili terapie efficaci che agiscono sulle diverse cause dell'angina. A partire da questa forma geometrica si possono ottenere varie combinazioni di terapie: di queste, alcune sono indicate come preferite, alcune come possibili, altre come gestibili se messe insieme, altre ancora come controindicate; e le terapie vengono calibrate anche in base alle cause dell'angina.