Sanihelp.it – I primi sintomi in concomitanza con la prima gravidanza: un senso di pesantezza agli arti inferiori e il gonfiore che si sono parzialmente ridimensionati col passare dei mesi dopo il parto, ma con la seconda gravidanza il problema si è ripresentato per poi peggiorare negli anni. Così l’attrice Tosca D’Aquino è dovuta ricorrere a uno specialista che le ha diagnosticato l’insufficienza venosa, come ha raccontato in una recente intervista a Ok salute e benessere.
Un deficit del microcircolo non grave, che le regala gambe gonfie, pesanti, fastidiose. «L’unica nota dolente è che non c’è una cura definitiva ma bisogna imparare a conviverci e attuare, con costanza, una serie di comportamenti per prevenire il deficit» ha spiegato la stessa Tosca nell’intervista già citata.
L’attrice indossa quindi abitualmente calze elastiche compressive («d’inverno sono comodissime perché tengono caldo e sembrano normalissimi collant ») e ha imparato a eliminare il sale aggiunto a tavola («non mi pesa, perché sono riuscita ad assaporare il gusto autentico degli alimenti»). Ha, invece, più difficoltà nel seguire le indicazioni sull’attività fisica: «Essendo il ristagno dei liquidi il nocciolo del disturbo, la dottoressa mi ha vivamente consigliato di praticare un tipo di attività fisica capace di favorire il ritorno venoso, come il nuoto, lo yoga, il pilates. Ma m’annoio facilmente e ho bisogno di discipline energiche, di forte impatto come step o aerobica, che non sono proprio un toccasana per il mio problema…».
Ammette anche di non essere rigorosa nel mantenere il peso forma, amando sia cucinare che mangiare («oscillo perennemente tra periodi di dieta ferrea e altri in cui soddisfo il palato»), ma compensa con una grande cura delle gambe: « Faccio frequentemente massaggi linfo-drenanti, applico creme a base di centella o rusco e, quando sono in ferie, dico no alla tintarella per privilegiare lunghe passeggiate in acqua». E si è liberata dei tacchi alti.