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Fake news alimentari: vere per un italiano su due

Sanihelp.it – Combattere le fake news è importante per non alimentare falsi miti e inutili credenze.


Anche in campo agro alimentare le notizie non vere sono tante e a volte a diffonderle, seppure involontariamente, sono  a volte gli stessi consumatori.

A rivelarlo è un’indagine  svolta presso il Centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Cremona »Engage Minds Hub», nell’ambito del progetto CRAFT.

I risultati preliminari sono stati presentati in occasione del convegno Food engagement: comprendere i comportamenti di consumo alimentare nell’era della partecipazione e delle fake news di recente, proprio nella sede di Cremona della Cattolica.

La ricerca ha evidenziato come a credere alle notizie false in campo alimentare e a diffonderle via web, siano sostanzialmente tre tipologie di persone i  distratti, i disorientati e i narcisi.

I distratti rappresentano il 42% di coloro che credono alle fake news: sono poco attenti alle loro scelte alimentari, hanno uno stile di vita poco sano ma sembrano non problematizzarlo e non dichiarano intenzione di migliorarlo.

Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Non hanno un regime alimentare coerente e razionale.


I disorientati equivalenti a un 33% di coloro che credono alle fake news: sono molto proattivi nella ricerca di informazioni in campo alimentare perché si dichiarano preoccupati per la loro salute e alla ricerca di indicazioni autorevoli, ma spesso si lasciano influenzare dall’opinione altrui, soprattutto di amici e parenti.

Sono aperti alle novità del mercato alimentare, ma non sono soddisfatti del loro regime alimentare e del loro stile di vita e dichiarano di essere fortemente intenzionati a cambiarlo nei prossimi sei mesi.

I narcisi equivalgono al 25% di coloro che credono alle fake news: ricercano abbastanza spesso informazioni riguardanti l’alimentazione al fine di mantenere uno stile di vita sano.

Sono individui soddisfatti del loro stile alimentare generalmente più tradizionali nelle loro scelte di consumo alimentare.

Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione e talvolta integralisti nelle loro scelte alimentari, spesso basate su argomentazioni valoriali e politiche.

Oltre il 38% delle persone afferenti alle diverse tre tipologie di individui, quindi, ha creduto almeno qualche volta nell’ultimo anno a una notizia relativa al mondo agro-alimentare che poi si è rivelata falsa, e di questi addirittura più di un terzo (37%) ha anche condiviso la notizia falsa sui social, contribuendo quindi all’inarrestabile diffusione delle bufale alimentari.

«La diffusione delle fake news alimentari ha un impatto importante non solo sulle tasche degli italiani ma anche sulla loro salute» ha concluso la professoressa Guendalina Graffigna, direttore del Centro di ricerca Engage Minds Hub «I consumatori che sono più spesso preda delle fake news, infatti, tendono a fare acquisti alimentari diversi rispetto agli altri e risultano maggiormente preda delle mode. In particolare i cibi senza o con aggiunta di tendono a essere preferiti e considerati più salutari (indipendentemente dalle effettive proprietà nutrizionali) da chi è maggiormente soggetto al potere persuasivo delle fake news».

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