Sanihelp.it – L'ultimo in ordine di tempo è stato la popstar Jon Bon Jovi, protagonista della pubblicità di un antidolorifico, ma secondo una lista compilata da MedicalMarketingMedia sono almeno 50 le celebrità che negli Stati Uniti sono state assoldate da grandi aziende farmaceutiche per le loro pubblicità.
Se nell’Unione Europea pubblicizzare al pubblico farmaci che vanno prescritti dal medico è vietato, negli Usa si può e si può contare su testimonial d’eccezione. L’attrice Sally Field ha così partecipato alla promozione di un prodotto per la salute delle ossa, mentre Lauren Bacall è apparsa in uno spot su un medicinale contro una malattia degli occhi.
La tennista Monica Seles ha dato il suo contributo per far conoscere un prodotto contro i disturbi alimentari, mentre il bell’attore Rob Lowe è stato assoldato per la pubblicità di un medicinale contro la neutropenia. Brooke Shields prima e Christina Hendricks, la rossa della serie Mad Man, poi hanno invece prestato il volto a un farmaco per allungare le ciglia.
E generalmente l’abbinamento tra celebrità e farmaco non è casuale: Kim Kardashian ha sottolineato sui suoi profili social l'efficacia di un medicinale contro la nausea proprio durante la sua seconda gravidanza. Ne avevamo già parlato perché in quell’occasione la star era stata bacchettata per non aver adeguatamente segnalato la presenza di potenziali rischi del trattamento.
Non è detto, infatti, che il vip sia la scelta migliore. Anzi, secondo Mark Finn, account director di un'agenzia pubblicitaria specializzata proprio nel settore farmaceutico, puntare su volti noti è un investimento rischioso per le case farmaceutiche, per via della «mancanza di controllo che si può avere su qualsiasi campagna promozionale incentrata su una specifica persona: in un qualsiasi momento il vip di turno può rendersi protagonista di un evento spiacevole, da un tweet imbarazzante a un improvviso arresto. E tutto si ripercuote sulla pubblicità di quel dato farmaco».