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Maschere purificanti: pulizia e trattamento due-in-uno

Ideali al cambio di stagione

Sanihelp.it – Colorito spento e opaco, pelle ruvida, punti neri e imperfezioni. Se la pelle appare affaticata e poco tonica, serve un trattamento d’urto che le restituisca in un lampo luminosità e freschezza. Sulla scia del nuovo multimasking trend (le maschere da alternare sul viso in base ai problemi e alle esigenze del momento, destinando a ogni area del volto formule specifiche), sono nate le maschere purificanti, che grazie agli attivi contenuti, associano una pulizia profonda della pelle a un’azione idratante, nutriente e antiage, a seconda del pool di ingredienti.


Nonostante la promessa di una decisa azione detox, ideale nelle grandi città dove la pelle soffoca per l’aria inquinata, sono prodotti adatti a tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili, perché a base di attivi di origine vegetale (carbone, alghe marine, argilla), rispettosi della fisiologia cutanea, anche la più delicata.

Le maschere purificanti hanno un’azione energizzante e detossinante profonda, liberano i pori dalle impurità, regolarizzano la produzione di sebo, riducono visibilmente le imperfezioni, uniformano e illuminano il colorito. Immediatamente la pelle appare detersa, pulita, purificata. Inoltre sono trattamenti versatili e su misura: nere, bianche o colorate, in crema o gel, mixandole è possibile creare un gesto multimasking personalizzato per soddisfare contemporaneamente le esigenze delle diverse zone del viso.

Quelle più strong sono indicate per la zona T (fronte, naso e mento), dove si accumulano le imperfezioni dovute all’iperproduzione di sebo (brufoletti, punti neri, untuosità localizzata), mentre le formule più dolci sono adatte a tutto il viso: sollevano la patina opaca che impedisce alla pelle di respirare, riducono rughe sottili e linee d’espressione, idratano in profondità contrastando secchezza e screpolature. Sono consigliate una o due volte alla settimana, a seconda della tipologia di pelle, del periodo dell’anno e delle esigenze del momento.  

Oltre alle maschere che agiscono in modo meccanico, come uno scrub superficiale, sfruttando microparticelle solide che si sciolgono a contatto con la pelle portandosi via sudore, eccesso di sebo, impurità ambientali, ci sono quelle enzimatiche che, in modo simile ai peeling professionali, esercitano un’esfoliazione di tipo chimico, degradando i cheratinociti con una profonda azione purificante e levigante. Lavorano più in profondità rispetto alle maschere-scrub, pertanto non sono adatte a tutte le pelli.

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