Sanihelp.it – Tosse, starnuti, fiato corto. I bambini vanno incontro tutto l'anno e a ogni età a diverse problematiche respiratorie, dai mali di stagione alle allergie. Come riconoscerle e affrontarle? «Partendo dai più piccoli, la patologia che più preoccupa i genitori è la bronchiolite, che colpisce i bambini sotto l'anno di vita ed è causata dal virus respiratorio sinciziale», spiega Renato Cutrera, presidente della Fiarped e direttore dell'Unità operativa di broncopneumologia all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
«La bronchiolite è la prima causa di ospedalizzazione sotto l'anno di vita. Come dice il nome, colpisce i bronchioli, ossia la parte terminale dei bronchi, i tubi che portano l'aria dalle prime vie respiratorie fino ai polmoni. Qui si verifica una vera e propria ostruzione, con i piccoli bronchi che si riempiono di secrezioni e causano difficoltà respiratorie. Le terapie possono essere somministrate a domicilio dal pediatra di famiglia nelle forme più lievi, mentre quando comincia a esserci una difficoltà nell'ossigenazione devono essere date in ospedale. Tra le terapie ci sono l'ossigenoterapia, l'idratazione e la nutrizione, perché questi bambini così piccoli non ce la fanno a crescere e bisogna controllare sempre il loro peso».
La bronchiolite sembra una patologia recente, ma in realtà è sempre esistita. «Sì, i primi casi noti si verificarono a Napoli nel 1978. Allora si parlava di male oscuro, perché i bambini sembrava che morissero per cause ignote nei bassi napoletani, dove c'era un alto indice di affollamento nelle stanze e molta gente fumava: il fumo di sigarette è uno dei fattori di rischio più importanti. La forma più grave è quella nei bambini molto piccoli, sotto i tre mesi di vita, in quelli prematuri e in quelli che hanno una patologia sottostante come una cardiopatia.
C'è poi la bronchite asmatica, caratterizzata da quel rumore sibilante del torace, a volte continuo nel periodo invernale, di cui soffre un bambino su 4. E ancora l'asma bronchiale, che colpisce un bimbo ogni 10 e ha rapporti con le allergie più note e conosciute».
I bambini che vivono in campagna hanno meno problemi respiratori? «È una buona domanda. Teoricamente un ambiente senza inquinamento favorisce lo stare bene. Il problema è che, a volte, le campagne non sono più posti salubri: l'inquinamento delle città dipende anche dal vento e da dove questo arriva, quindi certe zone di periferia urbana, quasi agricole, possono essere influenzate dai venti che arrivano dalla città o dalle fabbriche».
È in arrivo la primavera. Come prepararsi? «I bambini avranno dei disturbi se sono allergici alle graminacee o ad alcuni pollini di determinati alberi che fioriscono in questo periodo, tra cui il fiore dell'ulivo, l'olea, ma anche alcuni allergeni che sono più nuovi per i nostri climi, come il cipresso. Possono avere rinite o congiuntivite allergica, con fastidi agli occhi e al naso, ma anche asma allergico. In tutti i casi i bambini devono fare una prevenzione a base di antistaminici per la rinocongiuntivite, spray nasali o spray specifici per l'asma».