Sanihelp.it – Fiorire d’inverno. Un titolo già eloquente per il libro di Nadia Toffa che arriverà in libreria nei prossimi giorni: «In questo libro vi spiego come sono riuscita a trasformare quello che tutti considerano una sfiga, il cancro, in un dono, un’occasione, una opportunità. A come riuscire a fiorire d’inverno cioè nel periodo più difficile dell’anno. La stagione più fredda quando tutti dormono, non vivono. Stanno chiusi. Aspettano. E come invece abbia scoperto che questo sia diventato il momento più speciale e unico» ha spiegato la stessa Iena in un post su Facebook.
Nadia ha scoperto di avere un tumore dopo un malore avuto il 2 dicembre 2017, rivelando poi l’entità della malattia a febbraio di quest’anno. Da allora ha cercato, soprattutto via social, di mandare messaggi positivi a quanti come lei lottano contro il cancro. E la sua fatica letteraria ne è un’ulteriore conferma. «Una creatura, questo libro, nata nel periodo più difficile della mia vita eppure vi inonderà di gioia. Lo troverete pieno d’amore. Fiorire d’inverno perché non ho mai sospeso la vita per la malattia, per il cancro e nessuno dovrebbe farlo. Ecco come ci sono riuscita io. E se ci sono riuscita Io……Ci può riuscire chiunque. Infatti sorrido ogni giorno di più alla vita. Strano eh?! Inaspettato direi. Aspetto di sapere cosa ne pensate della storia mia vita, raccontata in questo libro in cui c’è tutta la mia intimità in cui vi apro il mio cuore» ha sottolineato nel medesimo post già citato.
Il libro non è ancora arrivato in libreria e già non ha mancato di suscitare critiche, anche feroci, come quella del giornalista Filippo Facci su Libero: «Siamo alla spettacolarizzazione del tumore e alla sua trasformazione in core-businnes di un’attività pseudo-giornalistica: avremmo voluto non tornarci più sopra, sul penoso caso Nadia Toffa, ma la banalizzazione dei malati che questa signorina sta perpetuando è più importante di lei e della sua egolatria». Come lui, sono tanti che sui social la accusano di voler lucrare sul cancro e anche di non aver rispetto per chi sta affrontando la malattia. Molti hanno anche frainteso le sue parole, ritenendo che lei abbia sostenuto che si può guarire se lo si vuole, mentre, rileggendo quanto dichiarato, si evince solo che si può riuscire a non sospendere la vita, cosa ben diversa dal guarire.
Il suo inno alla vita e il suo ottimismo, comunque, non sono da tutti apprezzati, e forse c’è chi legge nell’invito a non lasciarsi abbattere quasi un’accusa di fallimento verso chi, invece, non è riuscito a superare la malattia. Lo spiega bene Gramellini sul Corriere della Sera: «Tante persone hanno cercato con accanimento l’amore o il lavoro dei propri sogni e poi hanno dovuto accontentarsi di compromessi mediocri, subordinando la volontà alla sopravvivenza. Affermare che «volere è potere» finisce per assegnare loro, senza volerlo, un marchio immeritato di falliti. E tanti pazienti affrontano da anni il dolore con immenso coraggio. Andrebbero considerati degli imbelli solo perché il male continua a sovrastarli? Il contagioso entusiasmo di Nadia Toffa può esaltare chi si accinge a un’impresa per la prima volta, ma anche deprimere chi ha già sperimentato i limiti della condizione umana».
Vale però forse anche la pena ricordare che la stessa Nadia sta ancora lottando e che forse quello che dice e scrive lo fa anche per aiutare se stessa, come ha commentato in risposta a Facci, via Twitter, ripresa da Il fatto quotidiano: «Se uno prova a trasformare qualcosa di brutto in un dono non bisogna criticare. Molti malati di cancro ci provano perché non hanno alternativa. Sanno di poter morire da un giorno all’altro come la sottoscritta eh».