Sanihelp.it – Dal 13 al 18 maggio va in scena la settimana della Neuroetica, un’iniziativa promossa dalla Società Italiana di Neuroetica (SINe).
Durante la settimana verranno affrontati temi che spaziano dalla previsione del crimine al neuro marketing,alle nuove cure per l'Alzheimer, al potenziamento morale attraverso eventi divulgativi che coinvolgeranno 6 università milanesi e 2 centri di ricerca d'eccellenza.
Durante la settimana, dunque, si cercherà di comprendere se e come è possibile, per esempio, recuperare da malattie e traumi cerebrali grazie alle nuove tecnologie ovvero avvalendosi di manipolazione fisica, interfaccia robotica e stimolazione virtuale, tentando di capire quali sono le prospettive cliniche e i nodi neuroetici.
Si parlerà anche delle emergenze create dal diffondersi di malattie neurodegenerative, proponendo come soluzione quella delle RSA aperte e ponendosi problemi di etica della cura.
«La ricerca per svelare la natura onnipresente della coscienza non può che rinviare ai tanti modi per cui ciascuno di noi è unico. Ogni individuo contiene dentro di sé interi mondi, costruiti attraverso l’esperienza di un’intera vita»: a spiegarlo è lo scienziato inglese Adrian Owen, famoso per aver fatto parlare pazienti in stato vegetativo con l’ausilio di apparecchiature.
Owen sarà a Milano per partecipare alla Settimana della Neuroetica e interverrà in pubblico il 14 e il 15 maggio. In Italia è appena uscito il suo libro Nella zona grigia, che tratta proprio degli stati vegetativi e si pone domande fondamentali. Chi resta intrappolato nel proprio corpo desidera vivere o morire?
Owen parlerà il 14 maggio, alle 18.30, all’Ambrosianeum di Milano (via delle Ore, 3) e il 15 maggio al convegno internazionale di Neuroetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele (via Olgettina, 58).