Sanihelp.it – Ciascuno di noi sogna per circa il 25% della durata del nostro sonno, eppure sembra che al risveglio tutti dimentichino mediamente il 90% di ciò che sognano. Sono diversi i fattori che influenzano la nostra capacità di ricordare i sogni. Ad esempio fondamentale è la fase del risveglio: se esso avviene durante la fase REM (quella in cui si sogna) è più facile ricordare il sogno che si è appena fatto. Tuttavia il ricordo del sogno permane per circa 15 minuti e se non ci si concentra subito a memorizzarlo è facile che esso svanisca dopo pochi minuti.
Negli ultimi anni diversi studi hanno indicato il sonno come il momento della giornata in cui il nostro cervello fa ‘ordine e pulizia’, immagazzinando a lungo termine le informazioni importanti e rimuovendo quelle superflue tra cui, probabilmente, anche il ricordo dei sogni stessi. Restavano da capire le modalità di questo processo: un team di scienziati giapponesi e americani ha provato a studiarle, scoprendo che a cancellare il ricordo è un piccolo gruppo di cellule presenti nell’ipotalamo, l’area neuronale deputata anche al controllo dell’appetito. La loro ricerca, per ora effettuata solo su topi di laboratorio, è appena stata pubblicata sulla rivista Science.
I risultati dello studio suggeriscono che l’attività di un ristretto gruppo di neuroni (chiamati cellule MCH) durante la fase REM del sonno controlla se, dopo una buona notte di sonno, ricorderemo ancora nuove informazioni acquisite di recente. Studiando il cervello dei topolini, gli esperti si sono accorti che durante la fase REM gran parte delle cellule MCH è attiva; così i ricercatori hanno provato a ‘spegnere’ e ad ‘accendere’ queste cellule in diverse fasi del sonno vedendo cosa succedeva ai ricordi dei topolini.
Ebbene è emerso che attivando i neuroni MCH durante la fase REM (ma non durante le altre fasi del sonno) i topolini tendevano a perdere la memoria di informazioni appena acquisite e non ancora consolidate. Viceversa, spegnendo i neuroni MCH nella fase REM la memoria dei topolini per le informazioni appena apprese diveniva molto più forte. Secondo gli esperti, dunque, questi neuroni cancellano attivamente dati superflui dal nostro cervello e lo fanno esclusivamente mentre noi sogniamo.