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HomeSalute BenessereTumoriLeucemia mieloide acuta, azacitidina allunga sopravvivenza

Leucemia mieloide acuta, azacitidina allunga sopravvivenza

Tumori: prevenzione e terapie

Sanihelp.it – I pazienti anziani affetti da leucemia mieloide acuta alla prima remissione possono contare, per la prima volta, su una terapia di mantenimento che può migliorare la sopravvivenza, sia quella globale, sia quella libera da recidiva. Si tratta di CC-486, una formulazione orale di un vecchio chemioterapico: azacitidina.
I risultati dello studio sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH).
«In virtù dei risultati positivi di questo importante trial, auspichiamo che il mantenimento con CC-486 diventi un nuovo standard terapeutico per i pazienti con leucemia mieloide acuta di età non inferiore a 55 anni, alla prima remissione» ha detto Andrew H. Wei, dell’Alfred Hospital e Monash University di Melbourne, presentando i risultati in conferenza stampa.


Il trattamento standard con la chemioterapia di induzione intensiva porta alla remissione completa dal 60 all'80% dei pazienti al di sotto dei 60 anni e dal 40 al 60% di quelli di età pari o superiore a 60 anni.
Tuttavia, la maggior parte dei pazienti che raggiungono questo traguardo finisce prima o poi per ricadere,  cosa che costituisce il principale ostacolo alla sopravvivenza a lungo termine.
Il risultato di questo studio sembra segnare una svolta nella terapia di mantenimento della leucemia mieloide acuta, cosa che negli ultimi 30 anni non si era verificata.

Il profilo farmacocinetico e farmacodinamico dell’azacitidina orale è diverso da quello dello stesso farmaco utilizzato per iniezione e, oltre ad essere più comoda per il paziente, consente una maggiore esposizione al farmaco stesso, prolungandone così l’azione terapeutica. Anche il profilo di sicurezza è risultato in linea con quello dell’azacitidina iniettabile.
 

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