Sanihelp.it – Quasi quattro italiani su dieci (37%) quando escono dal ristorante si portano sempre, spesso o almeno qualche volta, a casa gli avanzi con la cosiddetta doggy bag, il contenitore per portare via il cibo non consumato ed evitare che venga buttato. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixé sugli sprechi alimentari degli italiani.
Dall’analisi si evidenzia che il 18% lo fa solo raramente mentre il 14% degli italiani ritiene che sia da maleducati, da poveracci e volgare o si vergogna a richiederla. Infine c’è anche un 21% che non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori mentre il resto non li chiede perché non sa che farsene.
Chiedere di portare a casa il cibo avanzato quando si va a mangiare fuori è un comportamento molto diffuso in altri Paesi a partire dagli Stati Uniti dove la doggy bag è una prassi consolidata per gli stessi Vip. Un'abitudine che non ha ancora contagiato capillarmente l’Italia dove permangono molte resistenze anche se di fronte a questa nuova esigenza la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc.
Peraltro molte delle porzioni avanzate possono essere consumate a casa riscaldandole oppure utilizzate come base per realizzare ottime ricette. In Italia è in vigore la legge 166/16 sugli sprechi alimentari che promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo.
Nonostante la maggiore attenzione il problema resta rilevante con ogni famiglia italiana che getta nella spazzatura cibo per un valore di 4,91 euro la settimana per un totale di 6,5 miliardi che sale notevolmente se si considera l’intera filiera dai campi alla ristorazione secondo il Rapporto 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di last minute market che segnala una riduzione del 25% dello spreco domestico rispetto all’anno precedente.