Sanihelp.it – Mascherine: servono davvero per prevenire il contagio da Coronavirus?
Nel decalogo stilato dal Ministero si legge: Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti chi lo è.
Quali devono essere le caratteristiche delle mascherine usate?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il nuovo coronavirus, se sono presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se ci si sta prendenso cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus perché ha effettuato un viaggio recente in Cina e presenta sintomi respiratori.
La mascherina può limitare la diffusione del virus,ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene quali il lavaggio accurato delle mani.
Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.
Quali caratteristiche devono possedere allora le mascherine per limitare effettivamente la diffusione del Coronavirus?
Lo chiarisce un position paper dell’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuali e collettivi.
Il documento chiarisce che tra le differenti tipologie di mascherine filtranti, si annoverano le semimaschere filtranti antipolvere: si tratta di dispositivi che coprono il naso, la bocca e il mento, costituiti interamente o in larga parte da materiale filtrante e idonei a proteggere contro gli aerosol sia solidi sia liquidi.
«Tali caratteristiche tecniche – spiega Assositema – rendono le semimaschere filtranti antipolvere particolarmente diffuse nelle strutture sanitarie, anche per prevenire il contagio del personale medico e paramedico da agenti infettivi, e rappresentano un mezzo importante di protezione contro il rischio biologico. I facciali filtranti certificati in conformità alla norma EN 149 (classe FFP2 o FFP3) sono sufficienti a garantire la prevenzione dai rischi biologici aereodispersi, in molte situazioni lavorative in ambito sanitario; per situazioni più complesse possono essere utilizzati anche DPI(Dispositivi Protezione Individuale) con caratteristiche diverse»
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Ma Assosistema avverte anche che è importante e doveroso «distinguere le maschere di protezione respiratorie dalle mascherine chirurgiche. Queste ultime sono dispositivi medici e nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche (es: sala operatoria) e non il personale sanitario, dal momento che non presentano un bordo di tenuta sul volto ed uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza dei DPI. Le maschere chirurgiche possono riportare la marcatura CE (che attesta la rispondenza a quanto disposto dalla Direttiva 93/42/CEE in ambito di dispositivi medici) e possono essere conformi alla norma armonizzata EN 14683, che descrive le prove utili a verificare che l’idoneità a proteggere il paziente da ciò che viene espirato da chi le indossa»
«Quando è necessaria la protezione del personale sanitario – conclude il position paper – si deve utilizzare un DPI ed indossarlo correttamente, avendo cura di seguire le istruzioni del fabbricante e verificando la tenuta della maschera al volto dell’operatore. Questo è fondamentale per garantire la protezione, dato che anche il dispositivo più sofisticato indossato in maniera non corretta, non serve a nulla».