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Get tested for glaucoma

Sanihelp.it – Dall’8 al 14 marzo si svolge la settimana del glaucoma, per sensibilizzare la popolazione generale sul tema glaucoma.


La settimana sarà l’occasione anche per parlare della campagna Get tested for glaucoma, cioè fatti controllare per il glaucoma.

Secondo il calendario dei controlli stilato dagli esperti bisognerebbe fare un controllo della vista ogni quattro anni prima dei 40 anni; ogni due/tre anni dai 40 ai 60 e ogni 1-2 anni dopo i 60.

Dati alla mano nel mondo il numero delle persone di età tra i 40 e gli 80 anni affette da glaucoma è attualmente di 64.3 milioni e si stima che aumenterà a 76 milioni nel 2020 e a 112 milioni nel 2040. Si calcola che in Italia circa un milione di persone ne siano affette, ma una su due ancora non lo sa con il rischio di accorgersene solo quando ormai è troppo tardi.

«In chi soffre di glaucoma – spiega Luciano Quaranta, professore ordinario di oftalmologia presso l’Università degli studi di Pavia e direttore della Clinica Oculistica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – il campo visivo si restringe gradualmente sempre di più. Per esempio, osservando una fotografia di Piazza del Duomo a Milano, chi soffre di glaucoma avanzato vede solo delle parti dell’insieme anche se è difficile rendersene conto. Accade perché il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata proprio dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo».  

Nelle fasi iniziali molte volte lo sviluppo di glaucoma passa inosservato e, quando iniziano a comparire i primi segnali, spesso l’integrità dell’occhio è già compromessa.

Otto persone su dieci,tuttavia,  seppure a rischio di glaucoma, non si sottopongono a visite oculistiche regolari con il rischio di perdere il campo visivo senza accorgersene.


«Basta una visita oculistica completa per diagnosticare una malattia oculare che spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali, ma può danneggiare irreparabilmente il campo visivo, facendolo restringere sino alla cecità» ribadisce il professor Quaranta.

«Per questo è buona norma sottoporsi ad una visita oculistica verso i 40 anni o anche prima se c’è una familiarità per glaucoma e programmare altri controlli con cadenza biennale fino ai 60 anni e poi con cadenza annuale visto che la frequenza del glaucoma aumenta progressivamente con l’età» conclude l’esperto. 

Da un sondaggio popolare svolto dall’Osservatorio per la Salute della Vista sono emerse tra le varie difficoltà incontrate dai pazienti con glaucoma  l’instillazione delle gocce oculari. 

Tra le problematiche che limitano il ricorso ai colliri, il 14% segnala che la goccia esce dall’occhio, il 9% ha difficoltà a mantenere l’occhio aperto e un altro 9% dichiara di aver bisogno necessariamente di qualcuno che l’aiuti.

econdo uno studio pubblicato su Archives of Ophthalmology, solo un paziente con glaucoma su tre riesce a far cadere le gocce nell’occhio.

Negli altri casi, le gocce finiscono sulle guance.

Questo accade perché instillare correttamente i colliri non è una cosa così semplice specie se bisogna farlo da soli e specie per gli anziani affetti da glaucoma ai quali vengono prescritti diversi colliri ogni giorno.

«La corretta instillazione dei colliri – ribadisce il professor Quaranta – è di fondamentale importanza per i pazienti glaucomatosi perché solo in questo modo è possibile tenere sotto controllo la malattia. Le regole più importanti da osservare sono: lavarsi le mani prima, evitare il contatto del beccuccio del flacone con l’occhio e con le ciglia, non prestare né prendere in prestito il collirio e conservarlo al riparo dalla luce». 

Per spiegare passo dopo passo come mettere le gocce negli occhi, l’Osservatorio per la Salute della Vista ha realizzato un video educazionale (disponibile sul sito www.osvi.it)  nel quale un oftalmologo illustra le regole da seguire prima, durante e dopo l’instillazione mentre una paziente esegue la procedura corretta. 

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