Sanihelp.it – La menopausa è per la donna un periodo di grandi cambiamenti con risvolti in tutte le dimensioni dell’essere, da quelle fisiche a quelle emotive.
Il calo degli ormoni femminili, gli estrogeni, legato a questa delicata fase non risparmia la funzionalità degli occhi: è proprio in menopausa che con più facilità si possono presentare problemi di secchezza, bruciore e fastidio a livello oculare.
Si tratta di fastidi che interessano circa il 35-40% delle donne con numeri che aumentano nella fase di menopausa avanzata, quando la percentuale sale al 70-80%.
La salute degli occhi del resto, come la gran parte delle funzioni dell’organismo, dipende dagli ormoni androgeni ed estrogeni. In età fertile le ghiandole lacrimali sono molto attive e producono costantemente liquido protettivo, in grado di fornire una corretta lubrificazione e formare una barriera contro la polvere ambientale, la disidratazione e gli agenti patogeni.
«Con la menopausa invece la carenza estrogenica colpisce anche le ghiandole lacrimali, così come tutte le ghiandole esocrine, ostacolando la giusta lubrificazione della congiuntiva» spiega il dottor Claudio Savaresi, Primario dell’Unità Operativa di Oftalmologia del Policlinico San Marco di Zingonia, Direttore C. B. V. Palazzo della Salute Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e responsabile Scientifico VISTASystem Ophthalmology Research Center.
Inoltre, la superficie dell’occhio presenta recettori sia per gli estrogeni che per il progesterone, a livello della cornea, della congiuntiva e delle ghiandole di Meibomio. «Una variazione o una carenza di tali componenti compromette la corretta funzionalità lacrimale, la capacità di visione nitida e addirittura la trasparenza della cornea. Anche le immagini possono risultare deformate perché trasmesse alterate sulla retina e non perfettamente nitide» commenta l’esperto.
La riduzione del film idrolipidico, che normalmente mantiene idratata la superficie dell’occhio e protegge dalle aggressioni esterne e dagli agenti atmosferici, provoca la sensazione di avere l’occhio secco e arrossato e spesso questo degenera in una vera propria sindrome dell’occhio secco.
Non bisogna dimenticare che il film lacrimale svolge anche una funzione di protezione dagli agenti patogeni: ecco perché quando si assottiglia o si riduce, l’occhio rischia di essere più vulnerabile a infiammazioni della congiuntiva come le congiuntiviti e della cornea, le cheratiti.
Altri disturbi che si registrano comunemente nelle donne in menopausa sono la fotofobia, il bruciore, la sensazione di avere pressione a livello oculare nonché la stanchezza nella zona, le palpebre gonfie e la sensazione di avere come della sabbia negli occhi.
«La prevenzione è, come sempre, l’arma vincente, per tutti questi problemi soprattutto in periodi che comportano cambiamenti consistenti come quello della menopausa» commenta Savaresi. «L’età avanzata e il sesso femminile sono fattori di rischio per l’insorgenza di problematiche come quella dell’occhio secco, per questo è consigliabile recarsi periodicamente dall’oculista» continua l’esperto.
Durante i primi anni del periodo di menopausa, infatti, i disturbi oculari ad essa legati sono ancora controllabili, anche se si tratta di un periodo variabile dipendente dalle abitudini e dalle caratteristiche della paziente. Chi infatti ha portato per molto tempo lenti a contatto o presenta difetti visivi sarà più precoce nello sviluppare eventuali problematiche oculari legate alla menopausa.
«Dopo questo periodo iniziale, l’involuzione delle ghiandole lacrimali e la sub atrofia delle stesse diventa irreversibile» precisa il professor Savaresi. Un intervento di prevenzione è utile anche per arginare la possibile insorgenza di degenerazioni maculari, cataratta e glaucoma che si potrebbero presentare anticipatamente, facilitate proprio dalla menopausa.
È importantissimo, inoltre, fare presente allo specialista se e quali farmaci si stanno assumendo. Alcune formulazioni, benefiche per specifiche patologie, possono avere un effetto inibitore su determinati recettori nervosi e causare il blocco nella stimolazione delle ghiandole lacrimali e delle componenti ad esse legate. Altri farmaci, addirittura, possono andare ad alterare le strutture interne dell’occhio.
Lo specialista sarà in grado di stabilire quale sia la soluzione migliore per il paziente grazie anche alla possibilità di ricorrere a sostituti lacrimali di nuovissima generazione in grado di rigenerare l’epitelio corneale e proteggere così la superficie oculare.
«Una componente importante per la secchezza oculare è il sodio ialuronato, preparato appositamente per associare le sue proprietà idratanti alla capacità di creare una impalcatura protettiva per la superficie oculare che filtra ed ingloba gli agenti esterni. In sinergia con la Xanthan Gum, dalle proprietà lubrificanti, agisce per aumentare spessore e stabilità del film lacrimale» conclude Savaresi.
Anche glicina e betaina sono ottimi alleati per garantire il mantenimento dell’omeostasi cellulare che, in caso di secchezza, risulta alterata.
«Molto importante infine, è curare l’alimentazione: completare la dieta con acidi grassi polinsaturi e vitamina D3 può essere una soluzione per tenere sotto controllo la produzione di radicali liberi e la corretta funzione lacrimare» conclude il professor Savaresi.