Sanihelp.it – 6 milioni di studenti in DAD e con l’introduzione di nuove zone rosse i numeri potrebbero ancora crescere. E’ stato un anno particolarmente difficile per gli alunni italiani e continua ad esserlo.
Penalizzata è ovviamente la didattica che per varie ragioni soffre per via delle lezioni a distanza. Mancanza di rete, difficoltà familiari e personali portano spesso a poter usufruire solo in maniera parziale della DAD, soprattutto per gli studenti che si trovano in località dove la banda larga non arriva oppure che presentano problematiche economiche che impediscono di avere a disposizione la corretta strumentazione.
Le chiusure e le limitazioni per tenere sotto controllo i contagi hanno colpito l’istruzione in maniera trasversale sulle generazioni con l’ulteriore difficoltà legata all’applicazione della didattica a distanza con oltre una famiglia su 4, ben il 25,3%, che in Italia, secondo i dati di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare senza problemi massicci flussi di dati e i collegamenti audio video necessari alle lezioni telematiche.
Un problema che, sempre come evidenzia Uecoop, colpisce di più le regioni del Sud, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia pesando su imprese e famiglie.
Ma a questi si aggiunge un ulteriore problema. Con l’emergenza Covid è crollata di quasi 900 milioni di euro nell’ultimo anno la spesa delle famiglie italiane per l’istruzione di genitori e figli con un calo record del 9% che non ha precedenti nel quinquennio.
E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative su dati Istat in riferimento al nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo in base al quale i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti.
La crisi dei consumi generata dalla pandemia ha colpito così un settore strategico per il futuro del Paese con un grave gap di formazione sia per le nuove generazioni che per gli adulti che magari dovevano seguire corsi di riqualificazione professionale, aggiornamento o specializzazione in grado di migliorare le proprie prospettive economiche e di carriera.
Gli investimenti degli italiani per l’istruzione, come rileva l’analisi di Uecoop, sono crollati nel 2020 a poco più di 9 miliardi contro gli oltre 9,9 dell’anno precedente, secondo l’Istat.
Il diritto all’istruzione, oltre a essere costituzionalmente tutelat,o è anche il presupposto per la costruzione del futuro delle nuove generazioni in un momento in cui le conseguenze dell’emergenza Covid stanno pesando sul Pil e sulle possibilità di ripresa del Paese.
Per questo è importante, auspica Uecoop, investire più risorse possibile nei progetti a sostegno della educazione territoriale, nei patti di comunità, con il coinvolgimento delle associazioni e degli enti locali con la collaborazione delle 2361 cooperative che dagli asili alle scuole secondarie di primo grado operano a livello nazionale nel settore dell’istruzione.