Sanihelp.it – Luigi Strangis, classe 2001, cantautore vincitore della ventunesima edizione del talent Amici, ha il diabete di tipo 1, diagnosticatogli quando aveva 16 anni. Non si tratta di una rivelazione: già durante la sua partecipazione al programma ha avuto modo di parlare della sua condizione, per la quale indossa un dispositivo che eroga automaticamente l’insulina di cui ha bisogno.
Considerando la sua esperienza e il suo successo che lo rendono molto seguito tra i giovani, in occasione dell’ultima Giornata Mondiale del Diabete (celebrata lo scorso 14 novembre), l’associazione Diabete Italia Onlus lo ha invitato a raccontare la propria esperienza di giovane con il diabete, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone e accrescere la consapevolezza di questa condizione sempre più diffusa, in modo che i sintomi possano essere riconosciuti precocemente e l’accesso alle cure possa essere tempestivo.
Luigi ha accettato, registrando una breve video, pubblicato anche sulla pagina Instagram dedicata alla Giornata del Diabete, in cui ha raccontato come ha reagito alla diagnosi: «Inizialmente mi sentivo spaesato, sentivo che qualcosa stava cambiando nella mia vita, ma ho avuto la fortuna di aver una grande diabetologa accanto a me che mi ha saputo consigliare e io sono stato furbo nell’ascoltare i suoi consigli. Che non è una cosa così scontata». Nel ricordare il fondamentale del sostegno quotidiano dei famigliari, ha raccontato di aver risposto anche a molte domande sulla malattia rivoltegli dagli amici. Nonostante abbia ammesso che tali domande lo abbiano fatto sentire «attenzionato», Luigi ha ribadito l’importanza di non chiudersi in sé stessi e, anzi, di parlare del diabete con quanti non lo conoscono, soprattutto con le persone più vicine «perché loro possono aiutarvi» e perché «far capire agli altri come si sta è giusto e non c’è nulla di male».
La convivenza con la malattia si è dimostrata meno problematica di quanto previsto: «Inizialmente non pensavo neanche di riuscire mai a farmi una puntura sulla pancia, invece poi mi sono accorto che in realtà era molto più semplice di quello che pensavo e sono andato avanti e sono diventato più autonomo e anche molto indipendente, al contrario del primo periodo» ha rivelato. «Oggi, dopo 5 anni, faccio quello che mi va, vivo tranquillamente e non ho grandissimi problemi. Faccio quello che – come dico sempre – dovrebbero fare un po’ tutti: attività fisica, mangiare bene, fare una vita sana». Chiude con un ultimo appello «Informatevi è fondamentale», invitando a visitare il sito internet giornatadeldiabete.it.