Sanihelp.it – «Due anni fa, ho avuto questa strana, rarissima forma di vasculite, che mi ha messo KO la vista, l'udito, tutto il mio equilibrio». A parlare è Ashton Kutcher nell’episodio della serie TV del National Geographic Running Wild with Bear Grylls: The Challenge che lo vede protagonista (nella serie, il conduttore e avventuriero Bear Grylls insegna tecniche di sopravvivenza nella natura selvaggia a ospiti famosi), ripreso in anteprima dal programma di notizie e intrattenimento Access Hollywood.
L’attore, 44 anni, ha parlato in questa occasione per la prima volta della malattia che lo ha colpito e che lo ha lasciato incapace di vedere, sentire e camminare: ha spiegato di aver impiegato circa un anno per riuscire a recuperare quanto perso e si è detto fortunato ad essere vivo.
Con il termine vasculite si indica un'infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni che può essere conseguenza di vari fattori, come infezioni, malattie autoimmuni, traumi. I vasi sanguigni infiammati possono indebolirsi, restringersi, chiudersi o rompersi, con conseguenti danni a organi e tessuti irrorati dagli stessi. Non sappiamo che tipo di vasculite abbia colpito Kutcher: ne esistono, infatti, diverse forme, con diversi livelli di gravità, la maggior parte delle quali è rara. Tale condizione può colpire a tutte le età (anche se alcune forme sono più frequenti in determinate fasce), può interessare un solo organo o più organi; inoltre, può essere di breve durata o persistente nel tempo.
Non è dato sapere neppure il percorso di cura affrontare dall’attore. In generale il trattamento mira a controllare l'infiammazione e a gestire eventuali condizioni sottostanti che possono innescarla: spesso si ricorre a farmaci corticosteroidi ma, a seconda anche del tipo di vasculite, possono essere prescritti altri farmaci specifici (per esempio immunomodulatori o immunosoppressori). In alcuni casi, infine, può essere necessario anche intervenire chirurgicamente (per esempio per riparare un vaso rotto o per riaprirne uno ostruito). Oggi, diagnosi e terapie precoci consentono generalmente di convivere con la vasculite conducendo una vita quasi normale.