Sanihelp.it – Gli oncologi che si occupano di tumore del polmone hanno presentato il Manifesto Italiano PolmoniAMO, realizzato con il sostegno di Astra Zeneca, per sensibilizzare le persone a rischio e i politici sulla necessità di includere fra gli screening essenziali quello del tumore al polmone, con la TAC a basso dosaggio. In questo modo sarebbe possibile aumentare il numero delle diagnosi precoci dal 25% al 60%, aumentando così le possibilità di guarigione.
«Questa neoplasia finora ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre, anche a causa dello stigma sociale, riconducibile alla storia di tabagismo nella maggioranza dei pazienti» – afferma Giorgio Vittorio Scagliotti, Direttore della Divisione di Oncologia Medica dell’Università di Torino e coordinatore scientifico di PolmoniAMO – «La TAC a basso dosaggio rappresenta una promettente strategia salvavita, ma a oggi non rientra nella pratica clinica e nei programmi di prevenzione secondaria rimborsati dal servizio sanitario nazionale. Studi clinici hanno dimostrato che questo approccio riduce del 20-25% la mortalità nei forti fumatori, che si può tradurre in oltre 5000 decessi in meno ogni anno nel nostro Paese. Si stima che la popolazione candidabile a screening polmonare con TAC a bassa dose, secondo le linee guida internazionali, sia compresa tra 600.000 e 800.000 cittadini nel nostro Paese. Con il Manifesto PolmoniAMO vogliamo promuovere un cambiamento culturale nell’opinione pubblica, nei decisori e nelle Istituzioni sensibilizzandoli sulla necessità di implementare lo screening per questa patologia. Inoltre, vogliamo costruire un nuovo modello collaborativo, realizzando un percorso che offra strumenti e risorse per l’attivazione di programmi di prevenzione secondaria su tutto il territorio, coinvolgendo in particolare i medici di famiglia. Vanno anche implementati i centri antifumo. Per realizzare questi obiettivi servono fondi, che possono essere recuperati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».