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Linfoma di Burkitt: guarire si può

Tumori: prevenzione e terapie

Sanihelp.it – Il linfoma di Burkitt prende il nome dal chirurgo D. Burkitt, che per primo ne descrisse la sintomatologia intorno alla metà del Novecento.
I linfomi sono tumori del sistema linfatico, in quanto originano dai linfociti, che sono le cellule deputate alla difesa dell’organismo.
Possono essere suddivisi in linfomi di Hodgkin e linfomi non Hodgkin e il linfoma di Burkitt è un tipo di linfoma non Hodgkin che origina dai linfociti B, è aggressivo e cresce e si diffonde molto rapidamente. Colpisce più frequentemente i bambini e i giovani adolescenti, più i maschi che le femmine.
sintomi possono includere ingrossamento dei linfonodi del collo, delle ascelle o dell’inguine, febbre, perdita di peso, stanchezza e malessere generale, dolore al petto e difficoltà di respirazione.
Il linfoma di Burkitt è associato al virus di Epstein Barr (EBV), al virus dell'immunodeficienza umana (HIV) o a mutazioni genetiche.
Per la diagnosi è fondamentale la visita medica, per verificare la presenza di linfonodi ingrossati tramite la palpazione delle regioni del collo, delle ascelle e dell’inguine, analisi del sangue e delle urine, indagini per immagini (raggi X, TAC, risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni, PET), biopsia dei linfonodi e prelievo di midollo osseo.
Il trattamento di elezione è la chemioterapia, che deve iniziare il più presto possibile. La cura, oltre che rapida, deve essere personalizzata e di solito c’è una buona percentuale di successo, specialmente con i bambini. La ricerca sta comunque andando avanti, concentrandosi sui farmaci mirati, le cosiddette targeted therapy, sempre più efficaci e con minori effetti indesiderati.


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