Sanihelp.it – Restare concentrati per un tempo lungo: praticare lo sport in maniera assidua e continuativa nell’adolescenza aiuta a sviluppare questa capacità, mentre i videogiocatori d’azione sono meno abili dei videogiocatori non di azione.
Ad arrivare a queste conclusioni uno studio condotto presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca che ha analizzato per la prima volta i benefici cognitivi dello sport rispetto a quelli dei videogiochi d’azione.
I ricercatori hanno esplorato la relazione tra pratica sportiva e l’uso di videogiochi action intervistando un campione di 310 adolescenti, per poi valutare, in modo dettagliato, la capacità di mantenere l’attenzione per un periodo prolungato di tempo in un sottogruppo di ragazzi (N=76) variabilmente coinvolti nella pratica sportiva e nei videogiochi di azione.
I risultati dell’analisi hanno dimostrato che i videogiocatori di azione hanno una ridotta capacità di attenzione sostenuta rispetto ai videogiocatori non di azione e che lo sport è lo strumento più efficace di potenziamento dell’attenzione.
Nel dettaglio, i ricercatori hanno dimostrato che la capacità di mantenere l’attenzione per lunghi periodi di tempo è alta nei ragazzi che praticano sport ed è invece limitata in coloro che utilizzano videogiochi d’azione.
«Questo studio – ha detto Luisa Girelli, docente di Neuropsicologia dello sviluppo presso l’Università di Milano-Bicocca e coautrice dello studio – ha messo per la prima volta a diretto confronto lo sport e i videogiochi come strumenti di potenziamento attentivo. I risultati mostrano i benefici della pratica sportiva sulla capacità d’attenzione prolungata degli adolescenti e il costo dei videogiochi action sulla stessa abilità. Questi risultati suggeriscono come la tutela della pratica sportiva in adolescenza possa promuovere lo sviluppo di abilità cognitive trasversali rilevanti in moltissime attività quotidiane e cruciali per il successo scolastico».