Sanihelp.it – L’uso ripetuto e costante di talco in polvere sulle zone genitali femminili, aumenta esponenzialmente il rischio che insorga un cancro epiteliale ovarico.
A lanciare l’allarme è un gruppo di ricercatori guidati da Kathryn L. Terry, Ostetrica e Ginecologa presso il Brigham and Womens Hospital di Boston: la ricerca, pubblicata il 12 giugno sulla rivista scientifica Cancer Prevention Research, è stata effettuata su un campione di oltre 18.000 donne ed ha evidenziato come l’utilizzo di polvere di talco sulle zone genitali possa aumentare del 24% lo sviluppo di tumore delle ovaie.
I risultati della ricerca hanno evidenziato come il rischio riguardi la contrazione di alcuni sottotipi specifici di tumore:
1. sieroso, cioè costituito da una neoplasia (o «massa di tessuto») a forma irregolare le cui cellule invadono i vasi sanguigni e linfatici;
2. endometrioide, cioè formato da due tipologie di tessuto, ghiandolare e stromale (lo stroma è un tessuto di sostegno alla componente ghiandolare), entrambe presenti nell’endometrio;
3. a cellule chiare, così chiamato proprio per l’aspetto chiaro delle cellule.
Per le donne che utilizzano la polvere di talco su tutto il corpo eccetto che sulle zone genitali non è stato invece rilevato nessun rischio.
Contando però che dei pericoli legati all’utilizzo del talco si è già parlato ampiamente anche in passato e che questo è solo l’ultimo studio di una lunga serie, converrà forse propendere per un’alternativa naturale e decisamente più innocua come l'amido di riso, dall’azione emolliente e lenitiva che rinfresca e assorbe sebo e sudore senza ostruire i pori né causare rischi qualora venga inalato accidentalmente. In fondo prevenire, è sempre meglio che curare.