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meningoencefalite

COLLEGAMENTI

Meningoencefalite

La malattia è anche conosciuta come:
meningoencefalite da zecche, meningoencefalite primaverile-estiva, tick borne encephalitis


INDICE

Morso di zecca: una delle conseguenze può essere un’infezione chiamata meningoencefalite. Non c’è da preoccuparsi, ma per partire in tranquillità ci si può vaccinare.
Categoria: Malattie infettive
Sigla: TBE

Che cos’è – Meningoencefalite


TBE: la malattia portata dalle zecche

La TBE (Tick Borne Encephalitis, o meningoencefalite) è una malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale, causata da un virus trasmesso all’uomo e agli animali dalle zecche. Si tratta specificatamente di un flavivirus (TBEV), trasmesso da zecca a zecca prevalentemente per via trans-ovarica.

In Europa si contano attualmente più di 3000 casi all’anno di infezione. È frequente in molti Paesi europei quali Austria, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Finlandia, Danimarca, Germania, Svizzera, ecc. TBE mostra un tipico andamento stagionale, con picchi di incidenza nel periodo primaverile-estivo e primo autunnale, corrispondenti ai periodi di massima attività delle zecche.

Nell’uomo, dopo il morso di zecca infetta, nel 70% dei casi circa, si ha un’infezione senza o con scarsi sintomi, che può passare inosservata; nel restante 30% dopo 3-28 giorni dal morso di zecca si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali come febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni per 2-4 giorni. Poi la temperatura scende e in genere non ci sono ulteriori conseguenze. Però, nel 10-20% di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi flaccida a esito mortale nell’1% dei casi).

La terapia è solo sintomatica e nei casi di interessamento del sistema nervoso richiede il ricovero ospedaliero.

È possibile la vaccinazione con virus inattivato, registrato in Italia nell’agosto del 2005. Si tratta di un vaccino sicuro ed efficace e, rispetto ai precedenti vaccini antiTBE (importati da Paesi confinanti, come l’Austria e la Svizzera) ha fatto registrare una minor incidenza di reazioni avverse.

Il vaccino è consigliato a persone che per motivi ludico-ricreativi o lavorativi sono a rischio di essere morsi da zecche infette. In particolare è indicato per i residenti in Comuni a rischio o per i partecipanti ad attività di campeggio all’aperto (per esempio gli scout), per cacciatori e pescatori, per lavoratori esposti (guardie forestali, ecc.) in zone endemiche per la TBE.
Il ciclo vaccinale richiede tre dosi ai tempi 0, 1-3 mesi, 9-12 mesi. Il ciclo eseguito seguendo queste cadenze consente una copertura del 96-100%. Sono previsti richiami triennali per mantenere un livello anticorpale protettivo.
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Zecca: difenditi così dal suo attacco

Le zecche sono ectoparassiti ematofagi obbligati (attaccano tutti gli essere a sangue caldo, compreso l’uomo), appartenenti all’ordine degli acari. Ne esistono 2 famiglie, Ixodidae e Argasidae, le prime delle quali sono i vettori principali di alcune patologie infettive trasmesse all’uomo e ad altri animali.

In particolare la specie più importante è l’Ixodes Ricinus. Questa trascorre la maggior parte della vita in libertà sul suolo o fra la vegetazione, prediligendo i climi temperati e le zone a maggiore umidità (in prevalenza ai margini dei boschi, nelle radure, alla base dei cespugli e vicino corsi d'acqua). Raramente si trova sopra i 1.500 metri. In ogni fase dello sviluppo (larva, ninfa e adulto) le zecche devono cibarsi almeno una volta di sangue prima di svilupparsi nella fase successiva.

La zecca può attaccare la sua preda in qualsiasi momento, poi attende che questa sia a risposo (in un momento cioè in cui non produce acido lattico) per succhiare e rigettare il sangue, iniettando allo stesso tempo un anestetico che, non facendo avvertire il dolore della puntura, non permette alla vittima di accorgersi subito dell’avvenuto morso. Ed ecco che, se nell’intestino dell’animale è presente un virus o un batterio, la zecca trasmette alla vittima un’infezione, come la meningite (con o senza encefalite).

La prevenzione del morso di zecca è esclusivamente di tipo comportamentale, e prevede norme da eseguire sia durante il viaggio che al rientro. Indispensabile anche il controllo sugli animali domestici.

Durante le escursioni:

  • usa un vestiario adeguato, coprendo tutte le parti esposte
  • evita di sederti sull'erba
  • usa repellenti per insetti (DEET o N,N-dietiltoluamide; permetrina sugli abiti)
  • percorri sentieri ben battuti, evitando luoghi con erbe alte.

Al rientro:

  • effettua una doccia, cambia e ispeziona il vestiario
  • ispeziona la pelle ricercando eventuali zecche (in particolare ascelle, inguine, cuoio capelluto): fatti aiutare da un'altra persona soprattutto per zone difficilmente raggiungibili (testa, schiena)
  • ispeziona i tuoi animali
  • rimuovi in modo tempestivo la zecca, evitando metodi impropri di estrazione quali l'applicazione di caldo (fiammiferi appena spenti, spilli o aghi arroventati ecc.) o di sostanze quali petrolio, benzina, trielina, ammoniaca, acidi vari ecc. (questi metodi inducono un riflesso di rigurgito massivo da parte della zecca con aumento del rischio di infezione).

Le zecche possono trasmettere all'uomo malattie gravi. Le più diffuse sono:
-la borreliosi di Lyme
-la TBE
-la febbre Q: la trasmissione avviene per ingestione o inalazione di materiale contaminato da una zecca infetta; i sintomi sono febbre, cefalea, anoressia e malessere generale.
-la febbre bottonosa: si manifesta con febbre, cefalea ed un esantema maculopapuloso che, di solito, riguarda il palmo delle mani e le piante dei piedi. 

Anche il cane e il gatto possono sviluppare malattie gravi, se colpiti dalle zecche.
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Prevenzione – Meningoencefalite


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Zecca: difenditi così dal suo attacco

Le zecche sono ectoparassiti ematofagi obbligati (attaccano tutti gli essere a sangue caldo, compreso l’uomo), appartenenti all’ordine degli acari. Ne esistono 2 famiglie, Ixodidae e Argasidae, le prime delle quali sono i vettori principali di alcune patologie infettive trasmesse all’uomo e ad altri animali.

In particolare la specie più importante è l’Ixodes Ricinus. Questa trascorre la maggior parte della vita in libertà sul suolo o fra la vegetazione, prediligendo i climi temperati e le zone a maggiore umidità (in prevalenza ai margini dei boschi, nelle radure, alla base dei cespugli e vicino corsi d'acqua). Raramente si trova sopra i 1.500 metri. In ogni fase dello sviluppo (larva, ninfa e adulto) le zecche devono cibarsi almeno una volta di sangue prima di svilupparsi nella fase successiva.

La zecca può attaccare la sua preda in qualsiasi momento, poi attende che questa sia a risposo (in un momento cioè in cui non produce acido lattico) per succhiare e rigettare il sangue, iniettando allo stesso tempo un anestetico che, non facendo avvertire il dolore della puntura, non permette alla vittima di accorgersi subito dell’avvenuto morso. Ed ecco che, se nell’intestino dell’animale è presente un virus o un batterio, la zecca trasmette alla vittima un’infezione, come la meningite (con o senza encefalite).

La prevenzione del morso di zecca è esclusivamente di tipo comportamentale, e prevede norme da eseguire sia durante il viaggio che al rientro. Indispensabile anche il controllo sugli animali domestici.

Durante le escursioni:

  • usa un vestiario adeguato, coprendo tutte le parti esposte
  • evita di sederti sull'erba
  • usa repellenti per insetti (DEET o N,N-dietiltoluamide; permetrina sugli abiti)
  • percorri sentieri ben battuti, evitando luoghi con erbe alte.

Al rientro:

  • effettua una doccia, cambia e ispeziona il vestiario
  • ispeziona la pelle ricercando eventuali zecche (in particolare ascelle, inguine, cuoio capelluto): fatti aiutare da un'altra persona soprattutto per zone difficilmente raggiungibili (testa, schiena)
  • ispeziona i tuoi animali
  • rimuovi in modo tempestivo la zecca, evitando metodi impropri di estrazione quali l'applicazione di caldo (fiammiferi appena spenti, spilli o aghi arroventati ecc.) o di sostanze quali petrolio, benzina, trielina, ammoniaca, acidi vari ecc. (questi metodi inducono un riflesso di rigurgito massivo da parte della zecca con aumento del rischio di infezione).

Le zecche possono trasmettere all'uomo malattie gravi. Le più diffuse sono:
-la borreliosi di Lyme
-la TBE
-la febbre Q: la trasmissione avviene per ingestione o inalazione di materiale contaminato da una zecca infetta; i sintomi sono febbre, cefalea, anoressia e malessere generale.
-la febbre bottonosa: si manifesta con febbre, cefalea ed un esantema maculopapuloso che, di solito, riguarda il palmo delle mani e le piante dei piedi. 

Anche il cane e il gatto possono sviluppare malattie gravi, se colpiti dalle zecche.
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Le 10 regole d’oro del viaggiatore

  1. Assicurati di essere idoneo al viaggio: ci sono infatti condizioni in cui è sconsigliato e pericoloso viaggiare, per esempio: nelle 6 settimane successive a un intervento chirurgico importante, nel primo o terzo mese di gravidanza, nel caso di malattia cronica non stabile, come aritmia, ipertensione, diabete ecc. Nel dubbio, consulta il medico.

     

  2. Un mese prima di partire, verifica se occorrono vaccinazioni. Verifica anche di avere un’assicurazione sanitaria.

     

  3. Evita i cibi crudi e i buffet freddi, le creme all’uovo o alla panna, e preferisci carne e pesce cotti bene e al momento, frutta sbucciata o lavata al momento, verdura cotta.  
    Assicurati che i cibi cotti siano serviti ancora caldi e che non siano cotti solo parzialmente: questi infatti, qualora conservati parecchie ore a temperatura ambiente, costituiscono una delle principali fonti di infezioni alimentari.  
    Il latte non pastorizzato deve essere sempre bollito, i gelati possono rappresentare un rischio.

     

  4. Attenzione a ciò che bevi: spesso l’acqua del rubinetto non è potabile. Falla bollire o disinfettala con compresse a base di cloro, o meglio, opta per l’acqua minerale in bottiglia, sia a tavola che per lavare i denti. Non usare ghiaccio. Caffè, tè, vino, birra e alcolici sono in genere sicuri.

     

  5. Se hai rapporti sessuali occasionali, usa il preservativo.

     

  6. Farmaci: ricordati di portare tutto ciò che usi già a casa e farmaci che potrebbero tornare utili, come antibiotici a largo spettro, antidolorifici e attrezzatura varia (creme solari, forbici, cerotti, salviettine disinfettanti ecc.).

     

  7. Per prevenire la malaria, proteggiti dalle zanzare tramite zanzariere, repellenti cutanei, insetticidi a base di piretro e, quando necessario, assumi farmaci antimalarici (chemioprofilassi): questi farmaci devono essere presi prima di partire (in genere da una settimana prima), durante il soggiorno e anche dopo il rientro, per quattro settimane dopo che è finita l’esposizione a rischio. Nei mesi successivi al rientro, se compare febbre di origine non chiara, riferisci al tuo medico che sei stato in una zona malarica.

     

  8. Usa ogni precauzione nell’utilizzo dei servizi igienici pubblici e cura la tua igiene personale più del dovuto (lavati le mani accuratamente con acqua e sapone prima di ogni pasto). Non fare il bagno in acqua stagnanti e non camminare mai a piedi scalzi su terreni umidi e sabbiosi.

     

  9. Fai molta attenzione alla guida: in molti paesi in via di sviluppo gli incidenti stradali sono frequentissimi.

     

  10. Occhio alla criminalità: non esporre troppo denaro o valori.

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Vacanze: occhio alle punture degli animali

Si avvicina il tempo delle vacanze. I viaggi internazionali, sia verso mete esotiche che verso paesi non così distanti da noi, implicano una serie di problematiche legate al pericolo di malattie infettive e avvelenamenti trasmessi da insetti e animali. Per questo il viaggiatore deve assumere preventivamente informazioni e avvertenze riguardo alla zona che andrà a visitare.
A questo scopo i vacanzieri possono consultare l’elenco dei Centri di Medicina dei Viaggiatori, visitando il sito della Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni: www.simvim.it, per conoscere la profilassi necessaria per recarsi nel luogo scelto per la propria vacanza.

La malattia più rilevante correlata agli animali, e in particolare alle punture di zanzare, è la malaria, una patologia mortale che minaccia tutt’ora circa il 40% della popolazione mondiale e contro cui non esiste vaccino ma solo una profilassi preventiva. Altre malattie correlate alle zanzare sono la febbre gialla e la dengue.

Un altro rischio legato ai viaggi è dato dalle punture di zecca: sul sito della SIMVIM sono elencati i consigli per evitare di essere punti e le regole da seguire in caso di morsicatura.

E nel portale si trovano anche le indicazioni per riconoscere i pesci velenosi e per raccogliere conchiglie senza spiacevoli sorprese, le norme comportamentali da seguire per scongiurare morsi di vipera, notizie su coralli e meduse e i pericoli correlati e infine informazioni su un pericolo di casa nostra: la zanzara tigre, ormai ampiamente colonizzata nel Nord-Ovest dell’Italia.
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Glossario per Meningoencefalite – Enciclopedia medica Sanihelp.it


Tag cloud – Riepilogo dei sintomi frequenti

febbre
male di testa
dolore ai muscoli
dolori alle articolazioni
stanchezza
astenia
male di gola

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